Fermiamoci a pensare quante volte siamo rimasti dispiaciuti per una risposta ricevuta. Quante volte abbiamo detto: "Bhe io avrei riposto diversamente", oppure "Che rabbia perché non è restato lí con me Carlo? ", e ancora " Ha fatto spallucce Amalia, perché non mi ha chiesto come stavo ?". Ora queste domande il bambino non le può porre, ma se provasse questi stati d'animo?
- Mostrare interesse e condivisione. "Che idea unica hai avuto Marta, ma come ti è venuta in mente?" Quando Marta sentirà sincera approvazione ed interesse potrà camminare con le sue gambe, ma solo dovo aver sentito sicurezza affettiva.
- La frustrazione non passa da sola, non si affievolisce, ma cambierà strada.
Quante volte Marta ha una reazione "esagerata" ad una situazione? Ponetevi la domanda di cosa sia successo prima
- Il bambino ha bisogno di essere guardato, anzi di più... osservato, cresce alla vostra vista. Più io guardo Marta, più lei acquista centimetri di altezza! Non cresce Marta in un giorno, ma nel tempo.
Lo stare insieme nel gioco, porta conoscenza reciproca, è un via libera per la complicità nelle situazioni quotidiane!